THE TRUE MAN SHOW
Polittico di Marco Toso Borella, dicembre 2025
OPERA ESPOSTA DAL 23 DICEMBRE 2025 ALL'11 GENNAIO 2026 ALLA SCUOLA GRANDE SAN GIOVANNI EVANGELISTA DI VENEZIA
TECNICA ARTISTICA: Graffito su foglia d’oro 24 k applicata in fusione su piastra di Vetro di Murano. Evoluzione contemporanea della tecnica artistica millenaria bizantina secondo la tradizione secolare muranese della famiglia Toso Borella.
ANALISI DELL'OPERA
L’opera, nel suo apparente sarcasmo, è una complessa e drammatica rielaborazione della Natività, in cui il sacro evento della nascita di Cristo è trasformato in uno spettacolo mediatico e commerciale dove i protagonisti sono l’intera serie di icone contemporanee presentate nel Registro superiore e tra il pubblico accorso che assume il ruolo di Predella.
Il Titolo “The True Man Show” è un riferimento diretto al film The Truman Show, in cui la vita di un uomo è segretamente trasmessa come reality show. Questo suggerisce che, secondo l’autore, la vita di Cristo è diventata uno spettacolo e un prodotto di intrattenimento di massa. La verità del Vangelo è oscurata o manipolata dalla messa in scena e dalla ricerca fama.
L’analisi si articola nella decifrazione della scena centrale e sulla sua relazione con la parte con le cinque icone più piccole soprastanti (da sinistra San Marco, gli attributi di San Giovanni Evangelista, la Pietà, Santa Lucia, San Teodoro) che, come un fregio o un registro superiore, definiscono il contesto spirituale e critico dell’opera maggiore posta al centro della composizione.
LA SACRA FAMIGLIA
L’Albergo di Betlemme: l’umile grotta è sostituita da un lussuoso palazzo dorato chiamato “HOTEL BETHLEHEM” con l’insegna “LUXURY SUITS – FIVE STARS”. Questo critica il materialismo e la mercificazione del Natale e della spiritualità stessa. Le Stanze (suites) diventano vestiti di lusso (luxury suits), apparenza. Le cinque stelle sono comete.
La Sacra Famiglia: Tre personaggi interpretano Giuseppe, Maria e Gesù Bambino, seduti su un trono elevato, vestiti con abiti di lusso e decorati. Maria e Giuseppe sembrano quasi una coppia reale o una famiglia di influencer che posa per la foto perfetta.
I personaggi di contorno e il pubblico (la Predella)
I personaggi in primo piano, di spalle, della “Natività” (“The True Man Show”) diventano gli archetipi moderni la cui vera identità è rappresentata dai loro selfie, coerentemente con la critica sociale insita nell’opera.
I personaggi non sono adoratori, ma simboli viventi dei mali e delle contraddizioni della società contemporanea che si presentano allo “spettacolo” della Fede.
I personaggi da sinistra a destra, in relazione all’identità proiettata dal loro selfie, sono:
1) Il Consumatore Anonimo (un telefonino retto da un Selfie-stick). Il Selfie mostra una silhouette nera. Significato: la vera identità è l’Anonimato di Massa e l’Identità Negata. Nonostante l’atto di fare un selfie per farsi vedere, la sua essenza è banale e priva di contenuto. La ricerca dell’attenzione produce il vuoto.
2) Il Prete-Broker Finanziario (un frate con un cappello da broker). Il Selfie rappresenta il Segno del Dollaro ($). La vera identità di una parte della Chiesa (o della Religione Istituzionale) è la Cupidigia e il Profitto. Sotto il travestimento sacro, (o quasi sacro), il fine ultimo è la transazione economica. Il sacro è un affare.
3) La “Befana” (Figura femminile con cappello in cui il nome “Christ” è cancellato per lasciare spazio all’anonima X). Il Selfie rappresenta i tre re Magi. L’identità è la Falsa Tradizione/Superstizione. Il Natale è ridotto a leggende folkloristiche o rituali vuoti (come la Befana), che hanno perso il loro significato teologico originale (i Magi che portano doni al Re dei Re).
4) Scrooge (un uomo in abiti ottocenteschi con l’insegna della sua attività appesa sulla schiena). Il selfie mostra il volto di un vecchio malvagio. L’identità è l’Avarizia e l’Egoismo (come il personaggio di Dickens). Scrooge non è redento, ma si presenta allo spettacolo come simbolo della sua stessa miseria morale, rifiutando lo spirito della carità e della nascita.
5) La Bambola di Pezza e botulino. Il selfie mostra un volto falso, trasformato chirurgicamente. L’identità è l’Alienazione e la botulimica Mancanza di Emozione. Rappresenta la persona che partecipa allo spettacolo senza alcuna vera reazione o sentimento, un manichino passivo della cultura di massa che maschera la sua anima con operazioni chirurgiche.
6) Il Giovane Ribelle (un ragazzo apparentemente pulito, con lo zaino che trasuda sangue; su cui campeggia lo stemma di Erode). Il selfie mostra il volto crudele di un carnefice. L’identità è la Violenza e l’Oppressione. L’allusione a Erode (il massacratore degli innocenti) e il sangue suggeriscono che la sua essenza è la minaccia e la corruzione del futuro. È il male mascherato da gioventù.
7) Santa Claus. Il selfie mostra la figura pacioccona di un bel Babbo Natale rubizzo. L’identità è la Commercializzazione del Dono. Non è un donatore spirituale, ma il simbolo globale del consumismo, che ha sostituito il vero significato del dono e della carità cristiana.
8) Sanctus Nicolaus. Il Selfie mostra il volto iconico del Vescovo di Myra. L’identità è la Crisi della Fede/Incertezza Teologica. La figura che dovrebbe rappresentare la guida spirituale (il Vescovo) ammette che la sua autorità (il bastone pastorale) è diventata un dubbio irrisolvibile nell’era dello spettacolo.
Se i selfie sono la loro vera identità, allora i personaggi in primo piano non sono altro che avatar o proiezioni vuote del consumismo e del narcisismo. Non adorano il Cristo, ma adorano la possibilità di essere visti mentre sono vicini al Cristo di lusso.
In “The True Man Show”, l’umanità è stata ridotta a un pubblico auto-centrato, dove la nascita del Salvatore è solo un’altra opportunità per rafforzare la propria identità effimera e digitalizzata.
Il Registro Superiore
SAN MARCO EVANGELISTA
San Marco. Pace e Potere.
Denuncia che l’autorità religiosa e civile (simboleggiata da Venezia/San Marco) è ipocrita o contaminata dal cinismo. L’Hotel Bethlehem non è un luogo sacro, ma un centro di potere corrotto. L’uso di un linguaggio e un abbigliamento non tradizionali porta la figura di San Marco fuori dal contesto biblico e lo colloca in un dialogo con la società contemporanea.
SAN GIOVANNI EVANGELISTA
Attributi di San Giovanni. La Banalizzazione della Verità.
Il testo eterno (“IN PRINCIPIO”) contaminato dal codice a barre sul calice del veleno. Sottolinea che anche la parola eterna e la verità teologica (il Vangelo) sono state ridotte a un prodotto etichettato e prezzato. Questo spiega perché la Natività sia diventata un evento di “lusso a cinque stelle comete”.
SANTA LUCIA MARTIRE
Santa Lucia. La Mercificazione delle Virtù e del Sacrificio.
Simboleggia la trasformazione della sofferenza (il martirio di Lucia) in un bene di consumo o in un prodotto di moda, alimentato dall’esterno. Un tatuaggio le attraversa il braccio, come il rasoio che le taglia la gola: “Non sono Vergine, sono solo martire”. La verginità rappresentata come conditio sine qua non per valorizzare maggiormente il sacrificio è un plus non dovuto né richiesto. Questa “sacralità dell’imene”, come la Natività fasulla, è solo un pretesto per l’esibizione e la glorificazione esterna.
SAN TEODORO
San Teodoro. Resistenza, non resiliente.
Il Rifiuto del Sistema. Rappresenta lo spirito di resistenza contro l’oppressione e lo status quo. Suggerisce che la “vera fede” è ribelle, non addomesticata e si oppone allo spettacolo commerciale dell’Hotel Bethlehem.
LA PIETA'
La Pietà. La Sofferenza Autentica
Rappresenta il dolore vero e non spettacolarizzato della vita (la morte). La sua vicinanza alla Natività amplifica l’ironia: la folla che ignora il vero sacrificio (la Pietà) è la stessa che fotografa il lusso e la superficialità (la Natività). Gli Eroi Silenziosi: Maria e Giovanni sono trasformati in operatori sanitari mascherati, gli eroi che hanno assistito alla morte con pietà, coraggio e protezione. Il loro atto di tenere il corpo di Cristo è l’atto di cura e di supporto in un ospedale o una terapia intensiva. La scritta “APOCAL(YPSE) NO(W)” è il cuore del messaggio: anche nel mezzo di una sofferenza che sembra la fine del mondo (la Passione di Cristo), c’è una negazione dell’Apocalisse, un’affermazione della vita o della capacità di resistenza della civiltà. In sintesi, l’opera unisce la Passione di Cristo con la passione della pandemia, che pare dimenticata, offrendo una potente fusione di sacrificio divino e trauma collettivo moderno.
In sintesi, l’opera è un intreccio di iconografia religiosa, simbolismo politico veneziano e commento sociale abrasivo. “Peace be with You, Mark, my Evangelist and (with) All of You”
Le due caverne con la Natività e la Croce. Analisi approfondita di Significato e Significante
Significato: Le due caverne con la Natività e la Croce.
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