In un palco che evoca la metafisica di De Chirico, va in scena il male. La zattera di Géricault diventa un’isola dove l’umanità pianifica la propria autodistruzione anziché il mutuo soccorso. L’istinto di Caino si fa sofisticato: l’uomo mette al servizio del conflitto tutta la sua abilità tecnologica. Nei conflitti del XXI secolo, il genio umano trasforma l’annientamento in un lavoro da professionisti, mascherando la barbarie originaria dietro la fredda e pulita efficienza dei dispositivi.